Lavanderia

All’interno dei Progetti di cooperazione internazionale con la Bielorussia, dopo l’esito positivo riscontrato con il progetto Vetka, si decide di dare inizio a un secondo progetto di cooperazione, atto a rimodernare la lavanderia dell’ospedale di Vetka.

L’esigenza nasce dopo un’accurata visita svolta proprio nei locali della lavanderia nel 2008. Riportiamo le parole complete di chi era presente a quella visita: “Ma la cosa orribile è stata la lavanderia. Ci ha portati nei sotterranei sembrava di essere in un film dell’800. Sporchi e nauseabondi. Quando siamo arrivati ai locali della lavanderia era un vero inferno dantesco, acqua sporca per terra, sudiciume negli angoli, vapore caldissimo e macchinari arrugginiti. Dal soffitto pendevano stracci grigiastri e pezze d’indefinibile uso.”

Da qui, l’idea del Progetto Pracecnaja (parola russa che significa appunto lavanderia). Inizialmente la situazione sembrava davvero difficile. Nei locali della lavanderia infatti ci lavavano le lenzuola sulle quali le persone malate avrebbero dovuto riposare nonché guarire. Si pone drammatico il problema dell’igiene, a forza di lavare con quelle lavatrici le lenzuola avevano assunto un colore grigiastro che risultava davvero lontano dal candore che siamo abituati a vedere nelle nostre strutture ospedaliere.

Il preventivo stimato era di circa 21 mila euro che però non sono stati recuperati tutti durante il 2008. Per questo il progetto è continuato anche per tutto il 2009, avvalendosi della buona volontà e degli aiuti non solo del comitato di Pioltello (con uno stanziamento di 2000 euro), ma anche grazie al fondamentale contributo del comitato di Cornaredo (6000 euro) e di quello di Prato (che per far fronte all’emergenza ha acquistato una lavatrice nuova. Del resto, prima si comincia meglio è…).

Ovviamente, sia nel 2008 che nel 2009 la delegazione che, come ogni anno si reca in Bielorussia, ha monitorato sia lo stato dei lavori che le diverse problematiche che si sono rivelate col tempo. Coordinare i lavori da lontano è effettivamente complicato, ma i comitati si sono avvalsi di persone di fiducia, quali il primario dell’ospedale di Vetka, che tramite foto ed e-mail ha sempre aggiornato la controparte italiana, fornendo anche preventivi e reportistica dei soldi spesi.

Sembrerebbe superfluo scrivere di questo ma non lo è, infatti tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto devono esserne tenuti al corrente e non c’è cosa più bella della soddisfazione sui volti delle numerose persone che ci hanno aiutato.

I lavori svolti hanno riguardato inizialmente l’imbiancatura, l’intonacatura e il raddrizzamento delle pareti del locale.  Sono state sostituite porte e finestre, è stato sostituito anche il comparto di ventilazione del locale per permettere una migliore aerazione della lavanderia e una minore umidità, per arrivare infine all’acquisto di macchinari veri e propri, nuovi e con una migliore tecnologia. All’ospedale di Vetka, tutto questo è stato accolto molto positivamente. Ora tutti i pazienti dell’ospedale possono avere lenzuola e camici sempre puliti e disinfettati, cosa che rende meno facile la trasmissione di germi e batteri.

Anche il Progetto Lavanderia, come il Progetto Vetka, ha per i diversi comitati una duplice valenza: da una parte ampliare l’intervento italiano in territorio bielorusso e dall’altra fornire la popolazione locale di strumenti e macchinari atti a renderli più autonomi. Questo è infatti il nuovo compito dei comitati che, unito al lavoro svolto con l’accoglienza estiva, vuole rendere più  autosufficienti i bielorussi nell’affrontare i vari problemi.

Ovviamente il ringraziamento va a tutti coloro che, a diverso titolo, si sono impegnati in questo Progetto, sia da un punto di vista economico che logistico e a tutti quelli che ci hanno creduto, davvero!